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Biography

Tom Gallizia – Bio

Tom Gallizia nasce il 3 febbraio del 1969 in una piccola clinica quasi nel centro di Milano, ottavo di dieci figli di una bella famiglia di altri tempi.
Vien su in una Milano che non ha ancora perso la sua identità e che esprime tutto il suo fascino di metropoli con un cuore nascosto nella nebbia.
La famiglia gli trasmette un forte senso del dovere ma anche un insopprimibile amore per la libertà. Libertà di muoversi, girare, vivere per strada, giocare a pallone e bazzicare per vecchi meccanici e rottamai alla scoperta dei roboanti segreti dei motori.
Si matura al Liceo Classico Beccaria e si Laurea in Giurisprudenza alla Statale di Milano; comincia a lavorare ben prima di laurearsi: fa traslochi e trasporto di mobili antichi, fa l’Uomo-Panino per una catena di hamburger e rimette in marcia vecchie Vespa che poi rivende ai ragazzi della zona.
Probabilmente è dalla madre che contrae il virus della musica, lei che voleva fare la cantante lirica in un periodo e in un contesto familiare in cui questa ambizione era disdicevole tanto quanto è stato per Tom il voler diventare un rocker (a lei è stato impedito e allora ha fatto 10 figli, più rock di così…).
In casa respira l’aria e la vita di una truppa numerosa e bizzarra e viene influenzato da tutta la musica ascoltata dai fratelli più grandi, da Guccini a Neil Young passando per Jannacci, Pink Floyd, Dire Straits, Cat Stevens, Bennato, De Gregori, Dalla. Nel 1985 atterra sul pianeta Springsteen, scopre di essere venuto da lì e decide di tornarci.
Compra subito una chitarra acustica, nera come quella del Boss, e con grande difficoltà cerca di capire che cosa ci si può cavar fuori. Coi primi accordi scrive le prime canzoni e comincia ad essere divorato da una passione viscerale e indomabile che non lo mollerà più.
Fonda il suo primo gruppo, i Castiles, che – attraverso alterne vicende – suona, incide demo e si diverte fino a circa il 1993.
In questo periodo gli si presentano varie opportunità nel campo della musica, che culminano in un incontro nella sontuosa villa comasca di Mara Maionchi e Alberto Salerno.
È allora che Tom capisce veramente che tipo di rocker vuol diventare. Non un musicista rock, non un cantautore rock, non un rockettaro alla moda; no, lui vuole essere un rocker radicale e senza regole. Lo capiscono anche i due bravi produttori che, infatti, lo congedano gentilmente.
Finiti gli studi si associa con un noto restauratore di Vespa e, per alcuni anni, lavora duramente in questo settore, ma la cosa poi finisce lì. Non finisce mai invece l’ostinazione di Tom che, fedele alla promessa, prosegue il suo viaggio di ritorno verso casa.

Passano gli anni, ma va avanti. Cambia mille lavori, ma va avanti. Cambia mille band, ma va avanti. Mette su famiglia, ma va avanti. Va avanti fino a che non si imbatte in Effettonote, dove Mattia Panzarini – contro ogni logica – decide di produrlo: esce il suo primo disco.
Il resto è storia ancora da scrivere.

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